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Published on Giugno 19th, 2019

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ENNIO VICARIO “DENTRO LA FOTOGRAFIA” – Galleria Comunale Santa Croce di Cattolica – 22/6-28/7/2019

ENNIO VICARIO
DENTRO LA FOTOGRAFIA
a cura di Marcello Sparaventi
Galleria Comunale Santa Croce via Pascoli, 21 Cattolica
22 giugno – 28 luglio 2019
inaugurazione 22 giugno 2019 ore 18

Ancora una volta dall’osservatorio di fotografia tra Marche ed Emilia Romagna di Cattolica (costituito dalla collaborazione tra il Comune di Cattolica e l’Associazione Centrale Fotografia di Fano), viene proposta una mostra dedicata alla fotografia di ricerca curata da Marcello Sparaventi. In particolare in questo caso si pone attenzione alla materia della fotografia attraverso le opere del fotografo milanese Ennio Vicario, attivo da oltre sessant’anni, come professionista, docente e autore di libri fotografici. L’inaugurazione avverrà Sabato 22 giugno 2019 alle ore 18.00 presso la Galleria Comunale Santa Croce di Cattolica in viale Pascoli n. 21.

Il progetto inedito che Ennio Vicario ci mostrerà a Cattolica, dal titolo davvero esplicito e pertinente: “Dentro la fotografia” , ci porge alcuni spunti per riflettere sullo stato della fotografia, in particolare sulla evoluzione tecnologica degli ultimi decenni e dei suoi risvolti sociali.
Alcuni studiosi definiscono la fotografia contemporanea, con il termine “Post fotografia” , evidenziando con il prefisso “post” lo stravolgimento epocale dei suoi mezzi di produzione e fruizione visiva: l’artista spagnolo Joan Fontcuberta nel suo ultimo libro, ”La furia delle immagini / Note sulla postfotografia” (edito da Einaudi) scrive – La postfotografia fa riferimento alla fotografia che fluisce nello spazio ibrido della società digitale e che è conseguenza della sovrabbondanza visuale… Siamo immersi nel capitalismo delle immagini, e i suoi eccessi, più che sommergersi nell’asfissia del consumo, ci pongono di fronte alla sfida della sua gestione politica.-

Ennio Vicario con le sue immagini mette in atto una sospensione, una decongestione visiva, un rallentamento tecnico e linguistico a metà tra analogia e resa digitale: un desiderio esplicitato di andare oltre la superficie, ricercando particolari molto ingranditi di negative analogiche formato 35mm, che mettono in evidenza i granuli d’argento che formano l’immagine, ed evidenziano segni autonomi, nuove forme e nuovi concetti. Le negative indagate, sono state prodotte da Vicario qualche anno fa, e rappresentano in molti casi scene realistiche, realizzate a Milano, in cui sono ripresi gruppi di turisti che da tutto il mondo invadono la città e vengono colti a loro insaputa con delle istantanee. Immagini che riproducono la realtà, e che Vicario analizza in profondità, dopo lo sviluppo del negativo e la stampa, applicando la tecnologia ottica del microscopio alla macchina fotografica​ digitale, fino a riprodurre la tessitura dei grani d’argento, alla ricerca di microstorie estetiche nei segni e nei particolari.
La citazione di “Blow-Up” di Michelangelo Antonioni in cui il protagonista, un fotografo di successo che sta lavorando in un parco, riprende involontariamente un omicidio che viene però rivelato e percepito solo attraverso il forte ingrandimento del fotogramma, è abbastanza evidente.
Gli ingrandimenti di Vicario portano a scoprire, ulteriori significati espressivi della percezione visiva attraverso alcuni particolari estremizzati, fino ad evidenziare la trama della materia fotografica: alcuni visi micromossi portano ad evidenziare il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepito
oggettivamente, dai gruppi di persone vengono isolate le espressioni dei volti, fino ad arrivare alla riduzione estrema della realtà, dove pochi segni portano ad esprimere linee e forme geometriche.
In Vicario appare evidente come la sua preparazione tecnica e culturale, frutto di tanti anni d’intensa ed onesta attività, l’abbia portato ad ottenere delle immagini potenti sul piano espressivo, confermando inoltre che il rigore e la disciplina nell’apprendimento della tecnica, sono atteggiamenti irrinunciabili al fine di esprimere la propria personalità artistica.
Dopo sessant’anni vengono mostrate al pubblico di Cattolica anche dodici immagini in bianco e nero che ritraggono l’artista Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano, 1963) nel suo studio di Milano nel 1959, realizzate da Ennio Vicario, il quale segue scrupolosamente le indicazioni registiche di
Manzoni, mentre l’artista posa insieme alle sue opere cimentandosi in una serie di performance spontanee ed autoironiche. La conoscenza tra Manzoni e Vicario, risale a metà degli anni cinquanta quando entrambi frequentavano il Bar Jamaica nel quartiere Brera a Milano, a pochi passi
dall’Università, punto di ritrovo abituale di scrittori, artisti, fotografi e cineasti, che hanno segnato profondamente la cultura italiana del Novecento.
Ennio Vicario nasce a Milano nel 1935.
Nel 1958 si iscrive al corso di fotografia dell’Umanitaria. Due anni più tardi è assistente nello stesso istituto e inizia l’attività professionale nel campo della fotografia pubblicitaria e industriale. Nel 1967 è tra i fondatori dell’Istituto Statale d’Arte di Monza dove insegnerà fotografia sino al 1992, dal 1993 è all’Istituto d’Arte di Riccione, nel 1998 lascia l’insegnamento e il settore commerciale per dedicarsi alla fotografia documentaristica, di ricerca e artistica. Tra le pubblicazioni: Iran, l’alba della civiltà , Milano, 1971; Yemen, paese di costruttori , Milano, 1977; Luci e ombre nelle Dolomiti , Belluno, 1989; La chèsa de tèmp , Novilara, 2000; “20146” Milano, 2014.
Tra le mostre personali meritano di essere segnalate quelle di:
Pesaro (1977), Maribor (1981), Tradate (1987), Roma (1990), Milano (2002 e 2004), Cagli (2004), Milano (2014).

La mostra è visitabile fino al 28 luglio 2019 il venerdì, sabato e domenica dalle 20.30 alle 23.30.

Ingresso libero.

Informazioni:
Tel. 0541 966603 – www.cattolica.net
FB: Galleria Comunale Santa Croce-Cattolica
cell. 347 2974406 – www.centralefotografia.com

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