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Published on giugno 11th, 2016

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19 giugno: SARA’ UNO SBALLOTTAGGIO! (di Cecco – da La Piazza, giugno 2016)

Gambini-Gennari scontro aperto. Sullo sfondo: la guerra fratricida nel Pd e tutti gli altri partiti che guardano con libidine le 5 stelle o vanno a mare a bagnarsi le chiappe

Burdèl, ci ri-siamo! Domenica 19 giugno si ri-vota. Sarà ballottaggio tra Sergio Gambini (Pd, Energia Civica 40, Musica e Libertà) e Mariano Gennari (M5S).  La prima tornata elettorale del 5 giugno ha lasciato sul terreno quattro candidati a sindaco e una marea di liste e listarelle che rimarranno senza consiglieri. L’è stè ‘na strage…

Facciamo una fotografia di questa giornata campale.
Affluenza alle urne: 58,75% (-8,72% rispetto alle comunali del 2011… e già a cmincèn mèl: il distacco partiti-cittadini diventa sempre più ampio… e peggiorerà ancora vista la “serietà” e le proposte dei politici-politicanti… sa tut cli patachèdie chi dis…).
Sergio Gambini (38,19%). Le sue liste: Pd (31,98%), Energia Civica 40 (5,52%), Musica e Libertà (0,95%). I dis che j’ha vést li stèlie…
Mariano Gennari (25,65%) lista M5S (25,96%). Adès l’ha cménc a fè la gambarèla…
Massimiliano Gessaroli (20,84%). Le sue liste: Lega Nord (9,06%, Cattolica nel cuore (6,11%), Forza Italia (4,23%), Fratelli d’Italia (1,24). Purèt, uj s’è sgunfiè al Berlusca…
Giovanna Ubalducci (9,64%). Le sue liste: Amare Cattolica (3,67%), Insieme per Cattolica (5,54%). La riuscirà adès a dè la bota finèla ma li bissie dal su ex partid?…
Maria Silvia Riccio (4,10%), lista Spazio Rosso (4,03%). L’è stè ‘na bèla gitarèla…
Roberto Franca (1,58%) lista Rifondazione Comunista (1,71%). Un gnè più più i cumunésta d’una volta…
Curiosità: ci sono stati ben 484 (5,96%) voti dati solo al candidato sindaco così distribuiti: Gambini (163), Gessaroli (116), Gennari (101), Ubalducci (79), Riccio (25). U jè dla génta ch’in vo’ sintì gnènca la puza di partid…

Andiamo a vedere più da vicino i candidati e le loro proposte politiche.
Sergio Gambini appare il vero “perdente” di questo primo turno. E’ stato ridimensionato il suo progetto, la sua figura di “salvatore della patria”, così come il peso delle liste che lo sostenevano. Il Pd ha ottenuto sostanzialmente gli stessi voti del 2011(poco più), le liste civiche sono risulate poca cosa sul piano elettorale. Si è sgonfiata tutta la “retorica” del “percorso civico” tanto sbandierata. Uj s’è ristrèt al tavlén… Alla fine rimane un monocolore Pd con un gruppo di amici volenterosi. Forse la denominazione un po’ “stravagante” delle liste può avere pesato nel messaggio. Energia Civica 40 a molti è apparso lo slogan di qualche integratore alimentare per quarantenni-cinquantenni evergreen. Musica e Libertà è sembrato il titolo di un musical degli anni ’60.
Quel Cambia pagina di Gambini ha mostrato limiti di credibilità notevoli, sia per la figura del candidato che ha attraversato per 40 anni, con incarichi di alto livello nazionali e territoriali, tutta l’epopea Pci-Pds-Ds-Pd. (tralasciando i conflitti d’interessi acquisiti…). Sia per il partito, il Pd, che improvvisamente vuole cambiare pagina dopo che ha governato e s-governato in regime di monopolio da sempre la città. Col paradosso che per vestire questa improvvisata “mascherina” del Cambia pagina, ha dovuto cinicamente massacrare il suo sindaco, la sua giunta, la sua maggioranza uscente e una parte dei suoi militanti, sempre tutti dello stesso partito (il Pd).
Sicuramente Pd e gambiniani sono molto delusi, anche per il relativo successo ottenuto dalla loro “costola rotta” (Giovanna Ubalducci), ma soprattutto per avere incautamente “straparlato”, da Gambini a tutti i militanti più vicini, diventati divulgatori per settimane del  mantra che avrebbero vinto al primo turno. Insoma, ‘na bruta figuracia…
Forse Gambini e il Pd di Cattolica dovrebbero imparare qualcosa da Andrea Gnassi (ha stravinto al primo turno) e dal Pd riminese sul come si costruisce un percorso civico, tenendo unito il partito, valorizzando e coniugando continuità e rinnovamento. Ma è forse per questo che tempo fa qualche aspirante a sindaco di Rimini sia stato fermato in tempo dal partito riminese preferendo Gnassi…
Mariano Gennari e il suo M5S hanno ottenuto un buon risultato, ma devono ringraziare l’attuale condizione infelice del centrodestra se sono riusciti ad andare al ballottaggio. Quel 25% era abbondantemente alla loro portata (sono rimasti al 20%); basti pensare che nel 2011 il centrodestra unito ottenne oltre il 40% e il suo candidato, Cono Cimino, oltre il 44%. Gennari si è compiaciuto di avere fatto una campagna elettorale poco grillina, errore! A molti questa linea soft è parsa una rinuncia, una sorta di  “tengo famiglia” da piccolo paese dove tutti si conoscono… rinunciando a fare chiarezza sulle contraddizioni e gli “scheletrini” del principale avversario. Aspettano il dopo ballottaggio?… Il M5S ha raccolto voti da tutte le parti, ma il grosso arriva dall’elettorato dell’ex Arcobaleno.
Massimiliano Gessaroli è riuscito a riunificare un centrodestra ormai al lumicino con liste (Fratelli d’Italia e Forza Italia) ormai in via d’estinzione. Ha tentato di porsi da subito come l’antagonista principale di Gambini/Pd per polarizzare la campagna elettorale. Ma alla fine è mancata la benzina e, forse, anche un candidato troppo “normale” col motto uno di voi, uno per voi ne ha limitato le potenzialità. Forse un slogan troppo modesto per attaccare un potere locale consolidato da decenni.
Giovanna Ubalducci con le sue due liste sicuramente proveranno un po’ di delusione, ma circa il 10% dei voti in una situazione così frammentata non sono poca cosa. I limiti: una scesa in campo troppo in ritardo che ha dato l’idea che più di un progetto politico meditato, fosse una ripicca contro gli ex. Ha pesato la percezione di un’ambiguità nella proposta politica tra continuità (una giunta giudicata male dai cittadini) e un rinnovamento ancora tutto sulla carta.
Maria Silvia Riccio (Spazio Rosso) ha dimostrato di avere un buon radicamento in alcune situazioni (scuola) raggiungendo un risultato lusinghiero. La battuta d’arresto di Roberto Franca ha origini locali (la divisione con Spazio Rosso; per diversi elettori sono sembrate troppe due liste di sinistra), ma anche da un immagine nazionale, dove la sinistra-sinistra fuori dal contesto delle lotte sociali, trova consensi molto scarsi sul piano elettorale. Schiacciati da una parte dal Pd e dall’altro dal M5S.
Adesso si va al ballottaggio. Tutti hanno negato inciuci… ma le sirene ammaliatrici sono già all’opera. Qualche pezzo del centrodestra potrebbe trovare qualche accordo sottobanco per portare un pacchetto di voti a Gambini, nonostante la dichiarazione di Gessaroli di sostenere il M5S. Altra zona “sensibile a inciuciamenti” le liste della Ubalducci. Viste le dichiarazioni incrociate Gambini/Ubalducci al vetriolo, il grosso dei voti, per chi non andrà al mare, dovrebbero andare al candidato Gennari. Insomma ci sarà da divertirsi.

Il Pd deve guardarsi bene anche da una situazione nazionale e locale che vede una sorta di blocco sociale di opinione che vuole contrastare un renzismo rampante e arrogante. Un Renzi che è entrato a gamba tesa anche sulla Costituzione con una controriforma pericolosa. Il 19 giugno si gioca la discontinuità o la continuità e monopolistica del Pd. Agli elettori l’ardua sentenza…

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