Speciale MADE IN ROMAGNA con Andrea Sarneri protagonisti i BLECH DE SABAT

Scritto da il 14 Aprile 2026

Bentrovati ascoltatori di radiotalpa. Oggi con Made in Romagna continuiamo a scavare nel terreno inesplorato delle risorse artistiche musicali che nascono nel territorio e che interpretano la sensibilità e le affinità che nascono dalla cultura locale ma si nutrono degli stili e dei generi che in romagna inevitabilmente arrivano da fuori. In romagna la voglia di fare musica nasce spontaneamente tra gli amici, nei bar, nei circoli giovanili. Una chitarra distorta, una batteria picchiata duro, un basso elettrico tirato come arco ma senza frecce, una voce che ha ascoltato il rock degli anni 70-80. Poi qualcuno pensa di fare della musica una professione, che sia imbarcarsi in una orchestra di liscio, oppure studiare e seguire altre strade. Ma tutti rimangono comunque attaccati a uno strumento musicale, e quando lo si prende in mano vengono fuori sempre delle idee, degli spunti impensati a tradurre in musica e parole stati d’animo, emozioni, storie.
Uno di questi gruppi nati in un bar è il protagonista della puntata di oggi
I Blëch de Sabat sono un gruppo musicale romagnolo nato tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 tra Sant’Alberto e Ravenna. Il progetto nasce dall’idea di mescolare il rock e il blues anglosassone con il dialetto romagnolo, trasformando storie e situazioni della vita di paese in canzoni. L’idea iniziale fu di Alessandro Uc Rondinelli , che cominciò a riadattare brani rock in dialetto durante serate tra amici.
Nel tempo il progetto si trasformò in una vera band con l’ingresso del cantante Alessandro “Missile” Rambelli, autore di molti testi, insieme ad altri musicisti provenienti dallo stesso ambiente di Sant’Alberto. Il gruppo sviluppò uno stile originale in cui ironia, memoria del territorio e racconti quotidiani convivono con sonorità rock, blues e cantautorali.
I Blëch de Sabat hanno pubblicato nel 2002 l’album “Una Giurneda Drì Po’”, diventato nel tempo un piccolo cult locale. Il disco contiene brani intensi e narrativi, tra cui la title track dedicata al paesaggio e alla memoria del fiume e una originale reinterpretazione di “Romagna Mia”.
Dopo il 2003 la band non è più rimasta una formazione stabile, ma il progetto è continuato soprattutto come duo tra Uc e Missile, accompagnati da musicisti diversi nei concerti. Ancora oggi i Blëch de Sabat si esibiscono dal vivo e mantengono un forte legame con il pubblico romagnolo, che riconosce nelle loro canzoni un pezzo autentico della propria cultura e identità.”
(Andrea Sarneri)

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