MOMBAROCCIO : UNA NOTTE NEL CUORE DEI PINK FLOYD con i WOODOO CHILD e MARCO SPINACI

Scritto da il 31 Ottobre 2026

MOMBAROCCIO, UNA NOTTE NEL CUORE DEI PINK FLOYD💥🌚
Ci sono serate che vanno oltre lo spettacolo. Serate che diventano esperienza condivisa, memoria collettiva, emozione pura. Quelle in cui un teatro non è soltanto un luogo, ma un organismo vivo che respira all’unisono con chi è sul palco e con chi ascolta.
E’ accaduto al Teatro Storico di Mombaroccio, gremito fino all’inverosimile, dove il viaggio multimediale Dark Side of the Moon & Beyond ha portato il pubblico dentro una delle avventure artistiche più affascinanti della storia del rock: quella dei Pink Floyd.
La serata si è aperta con il saluto del Sindaco Emanuele Petrucci, a testimoniare il valore culturale di un evento che ha saputo unire musica, racconto e partecipazione. Da lì il sipario si è alzato su un percorso che ha attraversato le luci e le ombre della leggendaria band inglese: dal genio visionario e fragile di Syd Barrett, capace di immaginare suoni allora inimmaginabili, fino alla sua dolorosa scomparsa dalla scena; dall’oscurità esistenziale di The Dark Side of the Moon ai muri interiori e collettivi di The Wall, fino all’epilogo amaro di The Final Cut e ai dissapori che hanno segnato il rapporto tra Roger Waters e David Gilmour, con Nick Mason e Richard Wright a custodire, ciascuno a proprio modo, l’eredità di un mito.
Parole e musica si sono rincorse, intrecciate, completate.
Dopo qualche iniziale problema tecnico, risolto con la collaborazione e l’ironia di un pubblico preparatissimo e partecipe, è esplosa tutta la magia. La voce straordinaria di Tamar Tsiklauri Iberri si è alzata sopra i confini stessi del teatro, sostenuta dalla raffinata chitarra di Matteo Amadei, dai paesaggi sonori costruiti da Vajjazz, dalla solida pulsazione di Gigi Tomassoni e la cornice narrativa di Marco Spinaci nell’insolita veste di divulgatore musicale.
Momenti indimenticabili hanno attraversato la sala come onde emotive: i gorgheggi penetranti e quasi spirituali di The Great Gig in the Sky, capaci di lasciare il pubblico senza fiato, e l’intenso finale di The Final Cut, dove ogni nota sembrava trasformarsi in racconto, memoria, ferita e speranza.
E mentre le immagini scorrevano e le storie prendevano forma, il Teatro Storico di Mombaroccio è diventato per una sera un piccolo universo floydiano, sospeso tra sogno e realtà, nostalgia e meraviglia.
Poi gli applausi. Lunghi, calorosi, sinceri.
Ma non bastavano.
Perchè quando la musica riesce davvero a toccare qualcosa di profondo, il confine tra palco e platea scompare. Ed è così che, al termine dello spettacolo, molti spettatori hanno raggiunto i musicisti sul palco, stringendosi attorno a loro in un abbraccio collettivo fatto di sorrisi, strette di mano, e gratitudine. Il tributo più bello possibile a chi aveva saputo guidarli per 90 minuti dentro uno dei mondi musicali più straordinari mai creati.
Una notte di grande musica, di racconti, di emozioni condivise.
Una notte in cui i Pink Floyd non sono stati soltanto ricordati.
Sono tornati a vivere.
( Maurizio Benvenuti per Radio Talpa di Cattolica e Radio Incontro Pesaro )

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