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Notizie No alle trivelle in Adriatico

Published on novembre 16th, 2015

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Sabato 21: Trivellazioni, quali impatto per la Riviera.

Sabato 21 novembre, alle 16 presso la cooperativa Casa del Pescatore si terrà un evento informativo aperto a tutti sul tema “Trivellazioni, quali impatto per la Riviera“, promosso da S.O.S. Adriatico, Trivelle Zero, No Ombrina Salviamo l’Adriatico, con la partecipazione di Augusto De Sanctis.

A rischio l’economia delle nostre coste: turismo, pesca, agricoltura. Diversi Consigli regionali (ne bastano cinque) hanno avviato le procedure per formalizzare la richiesta di un referendum nazionale. Paradossalmente e irresponsabilmente la regione Emilia Romagna non ha aderito. Solo nel tratto tra Ancona e Rimini sono previste 8 piattaforme di trivellazione. Sono sorti da tempo decine di comitati lungo la costa adriatica e svolte diverse manifestazioni. A Rimini dopo diversi partiti e associazioni, anche la Cgil si schiera contro le trivellazioni in mare.
No, il comitato Trivelle Zero Pesaro nasce con l’obbiettivo ambizioso di fermare le trivelle che sono un metodo di ricerca di energia fossile di scarsa qualità ed entità. Nel mondo si chiede d’investire in energie alternative per ridurre l’emissione di CO2 che porta l’intero pianeta al surriscaldamento, il 30 novembre 2015 a Parigi, i potenti della Terra si riuniranno per trovare un accordo su questo problema.
Il governo Renzi ha chiesto in gran fretta di appoggiare il decreto “Sblocca Italia”. Con questo decreto si mette in discussione tutto quello che riguarda la nostra salute, la scelta del nostro modo di vivere e di come vivere, saccheggiando e sfruttando il nostro territorio e la democrazia, perché viene fatto senza chiedere il parere delle persone, anzi senza nemmeno rendere noto il contenuto.
Probabilmente l’intento del premier Renzi è quello di stancare le persone con una cattiva politica per non portarle nemmeno più a votare, tanto il pensiero comune è diventato che non serve ribellarsi, decidono tutto loro… e continueranno a decidere alle nostre spalle.
Ed è qui che il comitato ha voluto innescare la lotta, fatta principalmente d’informazione. Lo Sblocca Italia in realtà è uno strumento per concedere, semplificando le pratiche, alle multinazionali petrolifere, di avere le licenze per perforare i nostri mari e la nostra terra.
La democrazia è stata tolta anche alle Regioni, alle Provincie, ai Comuni, perché la decisione passerà solo attraverso il Governo nazionale, anche se quelli governati dal Pd avevano votato a favore dello Sblocca Italia.
Anche molti di quelli che hanno richiesto un referendum sono gli stessi che hanno votato in precedenza per lo Sblocca Italia, ci viene da pensare che: o non hanno letto quello che hanno votato, o che il referendum sia costruito in modo tale non garantire il risultato.
Per trivellare, verrà usato un sistema di fratturazione idraulica “FRACKING”, che consiste nel perforare le zone che possono contenere i giacimenti di gas naturale e successivamente iniettare un getto ad alta pressione di acqua mista a sabbia e prodotti chimici che per reazione fanno risalire l’emissione dei gas in superficie.
Queste sostanze chimiche sono potenzialmente dannose per la salute perché solo l’80% del liquido iniettato risale in superficie il resto rimane nel sottosuolo. L’altro pericolo è la possibilità di correlazione con le scosse di terremoto.
Un caso spesso citato è quello del 6 novembre 2011, quando lo stato Americano dell’Oklahama è stato colpito da terremoto di magnitudo 5.7 dopo aver perforato con il sistema FRACKING.
Ad oggi il 22% del territorio della regione Marche e 450.000 ettari di costa sono mira delle lobby petrolifere. Solo nel tratto tra Ancona e Rimini ci saranno 8 piattaforme. Già con le prove di ricerca verranno danneggiati: la pesca, la fauna e la flora, la qualità dell’acqua e quindi il turismo, e per l’entroterra l’agricoltura.
La nostra salute non è in vendita, vogliamo avere la possibilità di decidere quali energie utilizzare e vorremmo chiedere al premier Renzi come può presentarsi a Parigi il 30 novembre per un accordo sul clima e nello stesso tempo concedere alle multinazionali petrolifere di ridurre l’Italia un colabrodo. Siamo sicuri che il gioco vale la candela?
In questi giorni la Slovenia e la Croazia hanno vietato le trivellazioni nel loro territorio.
Noi dovremmo solo copiare.

Trova Comitato Trivelle Zero di Pesaro su Facebook.

Ascolta il Podcast della intervista con i rappresentanti di Trivelle Zero di Pesaro per dire NO alle trivellazioni in Adriatico.

No trivellazioni in Riviera

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